La sanzione è negli occhi di chi guarda

Pas­sa­to un po’ di tem­po dal­le pri­me mul­te per la dif­fe­ren­zia­ta, è giun­to il momen­to di fare una con­si­de­ra­zio­ne. La pri­ma cosa da dire è che non sor­pren­de affat­to il modus ope­ran­di adot­ta­to dal­l’am­mi­ni­stra­zio­ne, ormai un mar­chio di fab­bri­ca che non fa altro che evi­den­zia­re la pre­sun­zio­ne di aver atti­va­to un siste­ma infal­li­bi­le, il famo­so pugno di fer­ro sen­za però guan­to di vel­lu­to. Nes­su­no met­te in discus­sio­ne il fat­to che chi sba­glia deb­ba paga­re, ma pri­ma biso­gne­reb­be atti­var­si nel limi­ta­re le occa­sio­ni di erro­re dei nostri cit­ta­di­ni. Spe­cial­men­te per­ché rischia­no di incap­pa­re in san­zio­ni da 300 euro, che met­to­no in seria dif­fi­col­tà l’e­qui­li­brio del­le eco­no­mie casa­lin­ghe quan­do meno se lo aspet­ta­no. Ciò che ci ritro­via­mo è inve­ce un siste­ma che è tut­t’al­tro che “per­fet­to”, una spro­por­zio­ne tra l’am­mon­ta­re del­la san­zio­ne e il rischio di incor­re­re nel­l’er­ro­re, ed un’am­mi­ni­stra­zio­ne che cre­de di gover­na­re degli inci­vi­li. Dispia­ce che l’am­mi­ni­stra­zio­ne abbia una così bas­sa con­si­de­ra­zio­ne dei pro­pri cit­ta­di­ni. Per coe­ren­za, con­fa­cen­do­si al pugno di fer­ro, avreb­be dovu­to ave­re il corag­gio di san­zio­nar­li tem­po fa, maga­ri pri­ma del­la cam­pa­gna elet­to­ra­le, quan­do vole­va far par­ti­re que­sto siste­ma “per­fet­to” nel bel mez­zo del­la sta­gio­ne esti­va. Con tut­ta sin­ce­ri­tà mi sen­to di dire che a Por­to Azzur­ro non esi­sto­no solo per­so­ne inci­vi­li, ma anche cit­ta­di­ni che com­met­to­no erro­ri sem­pli­ce­men­te per­ché poco infor­ma­ti.
Fare gior­na­te di puli­zia, pro­get­ti di edu­ca­zio­ne ambien­ta­le, incon­tri con asso­cia­zio­ni di volon­ta­ria­to sono le poli­ti­che che il Comu­ne di Por­to Azzur­ro avreb­be dovu­to met­te­re in atto già da tem­po, sti­mo­lan­do la comu­ni­tà alla cor­ret­ta gestio­ne del ciclo dei rifiu­ti o sul­la limi­ta­zio­ne e il riu­ti­liz­zo del­la pla­sti­ca. A dire la veri­tà inve­ce, sul­la limi­ta­zio­ne al con­su­mo del­la pla­sti­ca si sono impe­gna­ti, infat­ti l’ac­qui­sto dei sac­chet­ti di pla­sti­ca blu per get­tar­ci la car­ta è sta­ta una tro­va­ta invi­dia­bi­le, spe­cial­men­te se si con­si­de­ra l’o­pe­ra­io che suc­ces­si­va­men­te dovrà ria­pri­re il sac­chet­to, svuo­tar­lo in un altro cas­so­ne e get­tar­lo via. Cha­peau.
L’e­du­ca­zio­ne tra­scen­de l’istruzione e rag­giun­ge il cit­ta­di­no al pun­to da modi­fi­car­ne i gesti, ecco per­ché, ancor pri­ma di pen­sa­re a san­zio­na­re era fon­da­men­ta­le pro­gram­ma­re un’educazione ambien­ta­le. Dicia­mo­ci la veri­tà, non si può di cer­to pen­sa­re che sia suf­fi­cien­te pub­bli­ca­re un video su Face­book e con­se­gna­re un opu­sco­lo per fare for­ma­zio­ne, spe­cial­men­te in un pae­se dove fino a “qual­che gior­no fa” veni­va get­ta­to tut­to nel­l’in­dif­fe­ren­zia­to sen­za alcu­na restri­zio­ne. Se si pen­sa di rag­giun­ge­re il 65% san­zio­nan­do e sca­ri­can­do la col­pa sul­l’in­ci­vil­tà del cit­ta­di­no, allo­ra la stra­da è total­men­te sba­glia­ta. Per miglio­ra­re deter­mi­na­ti com­por­ta­men­ti ci vuo­le tem­po, quel­lo che l’in­daf­fa­ra­ta l’am­mi­ni­stra­zio­ne non ha a dispo­si­zio­ne per cer­te mozio­ni con­si­lia­ri ma inve­ce tro­va per visio­na­re video e foto, van­tan­do­si di sape­re chi, quan­do e cosa but­ta ogni cit­ta­di­no. Una sor­ta di Gran­de Fra­tel­lo dei cas­so­net­ti.
Un’ul­ti­ma cosa, l’in­fal­li­bi­li­tà di que­sto siste­ma “per­fet­to” non può esse­re mini­ma­men­te para­go­na­ta a quel­la del­l’in­vio del­le san­zio­ni: quel­lo sì che fun­zio­na bene, drit­to drit­to a casa del desti­na­ta­rio… come fos­se un por­ta a porta.

Andrea Sol­fo­ret­ti
Con­si­glie­re Comu­na­le, Grup­po Idea Comu­ne
@andreasolforetti

La sanzione e negli occhi di chi guarda
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Asilo nido, l’opportunità diventata necessità

Qual­che mese fa, sul­la stam­pa loca­le, uscì un arti­co­lo che mi col­pì par­ti­co­lar­men­te. Par­la­va del­la chiu­su­ra defi­ni­ti­va del­la scuo­la d’in­fan­zia pari­ta­ria del Pog­get­to a Por­to Azzur­ro, comu­ne­men­te cono­sciu­ta da noi lon­go­ne­si come “Asi­lo del­le Suo­re”. Nel­l’ar­ti­co­lo non c’e­ra nien­te che non fos­se già noto o addi­rit­tu­ra pre­vi­sto da tem­po, ma quel­la let­tu­ra mi ha por­ta­to a fare due diver­se con­si­de­ra­zio­ni, incen­tra­te pro­prio sul ruo­lo di quel­la strut­tu­ra. La pri­ma è sul­l’im­por­tan­za che potreb­be con­ti­nua­re a rico­pri­re quel luo­go svol­gen­do la fun­zio­ne di asi­lo nido, come già pro­po­sto diver­so tem­po fa in con­si­glio comu­na­le. Un ser­vi­zio ormai fon­da­men­ta­le sia per le fami­glie, spe­cial­men­te per quel­le dove lavo­ra­no entram­bi i geni­to­ri, che per lo svi­lup­po dei bam­bi­ni, in ter­mi­ni di appren­di­men­to e socia­liz­za­zio­ne. Un pae­se come il nostro non può più per­met­ter­si che un geni­to­re deb­ba smet­te­re di lavo­ra­re o che addi­rit­tu­ra una fami­glia deb­ba tro­var­si costret­ta a tra­sfe­rir­si altro­ve, maga­ri più vici­no a chi può dar­le una mano con i figli. Ulti­ma­men­te si par­la mol­to di finan­zia­men­ti PNRR: su amplia­men­ti e nuo­ve costru­zio­ni per asi­li nido e scuo­le d’in­fan­zia sono sta­ti mes­si a ban­do 3,7 MILIARDI, più altri 100 milio­ni cir­ca mes­si dal Mini­ste­ro. Ecco, i ban­di sono ormai chiu­si e più di 300 milio­ni sono rima­sti sen­za asse­gna­zio­ne. Que­sto è il risul­ta­to del disin­te­res­se dei Comu­ni per un tema che par­la di quo­ti­dia­ni­tà, di vita rea­le.
La secon­da con­si­de­ra­zio­ne è più di pro­fi­lo sto­ri­co e socia­le, cioè quel­lo che in que­sti ses­san­t’an­ni ha signi­fi­ca­to que­sto luo­go per i com­pae­sa­ni e per Por­to Azzur­ro. Il ruo­lo socia­le di que­sto ser­vi­zio ha lascia­to un impron­ta inde­le­bi­le nel­la nostra comu­ni­tà, for­man­do ed edu­can­do diver­se gene­ra­zio­ni, tes­sen­do rap­por­ti, sto­rie, lega­mi che han­no scol­pi­to, per chi ha avu­to modo di fre­quen­tar­lo, ricor­di di valo­re affet­ti­vo ine­sti­ma­bi­le. Valo­re ine­sti­ma­bi­le riscon­tra­bi­le anche nel­l’e­di­fi­cio, anti­ca­men­te di pro­prie­tà di Fran­ce­sco Rebua (1894–1964). Pro­prio in quel­la casa veni­va­no da lui col­le­zio­na­te stam­pe, libri e docu­men­ti anti­chi sul­l’El­ba e Por­to Azzur­ro in par­ti­co­la­re. Fu per sua volon­tà che la vil­la con tut­to il suo con­te­nu­to ven­ne con­se­gna­ta alle Figlie del­la Cari­tà di San Vin­cen­zo de Pao­li, in quan­to le suo­re, come sap­pia­mo, era­no ben radi­ca­te nel­la vita socia­le del pae­se e quin­di una pre­sen­za impor­tan­te per il bene del­la comu­ni­tà.
In con­clu­sio­ne, pos­so quin­di dire che quel­la filan­tro­pi­ca scel­ta di Fran­ce­sco Rebua fu ad ogni modo lun­gi­mi­ran­te, in tan­ti anni mol­ti ragaz­zi sono cre­sciu­ti al Pog­get­to ed han­no con­tri­bui­to a loro vol­ta alla cre­sci­ta del­la nostra comu­ni­tà. Con que­sto spi­ri­to, e non solo per il rispet­to del pas­sa­to, non pos­sia­mo aspet­ta­re un altro bene­fat­to­re e ciò che auspi­co è che si ini­zi vera­men­te a pen­sa­re al futu­ro del nostro pae­se. Un pae­se che ha esi­gen­ze tut­to l’an­no e non vive solo nei mesi estivi.

Andrea Sol­fo­ret­ti
Con­si­glie­re Comu­na­le, Grup­po Idea Comu­ne
@andreasolforetti

Asilo nido lopportunita diventata necessita
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Consiglio comunale 4 novembre

Il Con­si­glio Comu­na­le di vener­dì 4 novem­bre ha visto una serie di rin­vii e, oltre l’approvazione di un ver­ba­le di som­ma urgen­za per la puli­zia del fos­so del Botro, si è discus­so solo del­le nostre due ini­zia­ti­ve.
In meri­to alla nostra mozio­ne sull’area di sgam­bo dei cani, il Sin­da­co, con un coup de théâ­tre, ha sfog­gia­to un atto di dele­ga con il qua­le con­fe­ri­va ad un rap­pre­sen­tan­te, scel­to da noi, pie­ni pote­ri e acces­so illi­mi­ta­to agli uffi­ci affin­ché lo stes­so prov­ve­da a:
— indi­vi­dua­zio­ne dell’area;
— atti per varia­zio­ni allo stru­men­to urba­ni­sti­co;
— pro­get­ta­zio­ne;
— ricer­ca finan­zia­men­ti;
— rela­zio­ne rela­ti­va all’idoneità igie­ni­co sani­ta­ria;
— indi­vi­dua­zio­ne del per­so­na­le addet­to alla sor­ve­glian­za.
Tra­dot­to: “se la vole­te ve la fate”. L’offerta era allet­tan­te (deh… parec­chio) ma nien­te altro era che una pro­vo­ca­zio­ne in quan­to, a suo dire, in tut­to il ter­ri­to­rio comu­na­le non c’è la pos­si­bi­li­tà di indi­vi­dua­re un’area ade­gua­ta a tale sco­po. Non è man­ca­to il con­sue­to rife­ri­men­to pole­mi­co; secon­do Mau­ri­zio, se a Por­to Azzur­ro ci fos­se­ro sta­ti 1000 pescio­li­ni ros­si avrem­mo chie­sto un acqua­rio. CERTO! Lo avrem­mo fat­to per­ché ciò signi­fi­ca inter­pre­ta­re e tra­dur­re in pro­po­ste le esi­gen­ze del­la comu­ni­tà sen­za la pre­sun­zio­ne che il nostro vole­re sia sem­pre quel­lo di cui la gen­te ha biso­gno.
All’interpellanza sul­la rac­col­ta dei rifiu­ti e al rischio di dover sbor­sa­re, tra eco­tas­sa e rim­bor­si, oltre 450.000 euro qua­lo­ra la dif­fe­ren­zia­ta non rag­giun­ga il 65% (e, ad oggi, è infe­rio­re al 60%) il Sin­da­co ha rispo­sto che, a que­sti dati, va aggiun­ta la per­cen­tua­le di dif­fe­ren­zia­ta effet­tua­ta pres­so il capan­no­ne comu­na­le.
Si è det­to fidu­cio­so di rag­giun­ge­re il 65% alla fine dell’anno nono­stan­te i com­por­ta­men­ti, a suo dire inci­vi­li (con tan­to di dia­po­si­ti­ve e regi­stra­zio­ni) tenu­ti dai cit­ta­di­ni di Por­to Azzur­ro. Tan­ta tran­quil­li­tà non si è tra­dot­ta, però, nei loro suc­ces­si­vi comu­ni­ca­ti, basa­ti sul­la con­sue­ta sen­si­bi­liz­za­zio­ne fat­ta di basto­ne sen­za caro­ta, cioè mul­te e pub­bli­co ludi­brio. For­se è su que­sta mate­ria che avreb­be dovu­to dar­ci la delega…qualche idea (comu­ne) la avrem­mo avuta.

Grup­po Idea Comune

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Repetita defatigant (le cose ripetute stancano)

Avrei dovu­to fare un reso­con­to del Con­si­glio comu­na­le di vener­dì, ma, dopo vari rin­vii dei pun­ti ogget­to di discus­sio­ne, il tut­to si è ridot­to all’approvazione di un ver­ba­le di som­ma urgen­za (3.300 euro per la puli­zia del fos­so del Botro), alla nostra mozio­ne sull’area di sgam­ba­ta dei cani ed alla nostra inter­pel­lan­za sul­la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta. Pri­ma di par­la­re, nei pros­si­mi gior­ni, di que­sti pun­ti, vor­rei, oggi, inter­ve­ni­re in una pole­mi­ca scop­pia­ta sui social che vede atto­re pro­ta­go­ni­sta il nostro Sin­da­co. In bre­ve, un pri­va­to cit­ta­di­no (Simo­ni, ex Sin­da­co) con un post su Face­book, chie­de pole­mi­ca­men­te cosa fa l’amministrazione per la con­si­de­re­vo­le pre­sen­za (indi­scu­ti­bi­le tra l’altro) di topi in pae­se. Un altro pri­va­to cit­ta­di­no inter­vie­ne, com­men­tan­do il post, mani­fe­stan­do ver­go­gna. Ora, io, dal Sin­da­co, mi sarei aspet­ta­to una rispo­sta del gene­re: “sono sta­ti fat­ti degli inter­ven­ti di derat­tiz­za­zio­ne, sicu­ra­men­te insuf­fi­cien­ti, ma pos­sia­mo spen­de­re solo pochi sol­di per­ché non sia­mo anco­ra riu­sci­ti ad appro­va­re il bilan­cio anche se, per leg­ge, avrem­mo dovu­to appro­var­lo entro il 31 ago­sto” (si par­la di bilan­cio di pre­vi­sio­ne 2022 e sia­mo qua­si nel 2023, ndr). No, la rispo­sta è sta­ta for­mu­la­ta con il con­sue­to gar­bo e fair play isti­tu­zio­na­le; Mau­ri­zio ha indos­sa­to i tra­di­zio­na­li abi­ti da dee­jay e, per l’ennesima vol­ta ha ripro­po­sto il soli­to disco rot­to, che nul­la c’azzeccava, “il porto…Simoni…il PD….la mino­ran­za” e, new entry, l’Edicola Elba­na Show, una tiri­te­ra che, fran­ca­men­te, ha ammor­ba­to gli ammen­ni­co­li (venu­to a noia, ndr).
Nes­su­na auto­cri­ti­ca, per cari­tà, mai met­te­re in discus­sio­ne il prin­ci­pio di infal­li­bi­li­tà del pri­mo cit­ta­di­no. Infi­ne, Mau­ri­zio chiu­de il suo inter­ven­to, con un rife­ri­men­to, con inten­to iro­ni­co, al futu­ro del pae­se, che la mino­ran­za, vor­reb­be garan­ti­re con la mozio­ne sull’area di sgam­bo dei cani. Ricor­do al Sin­da­co che ren­de­re il futu­ro più roseo al pae­se spet­ta alla sua ammi­ni­stra­zio­ne, ed inol­tre che, fina­liz­za­ta al benes­se­re dei cit­ta­di­ni, può con­si­de­ra­re anche la nostra inter­pel­lan­za sul­la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta e da lui non cita­ta nel post. Se la gestio­ne dei rifiu­ti pro­se­gue così, con per­cen­tua­le di dif­fe­ren­zia­ta infe­rio­re al 65%, dovre­mo paga­re, tra eco­tas­sa e resti­tu­zio­ne del con­tri­bu­to per l’acquisto dei con­te­ni­to­ri oltre 450.000 euro. Lui è fidu­cio­so che que­sta per­cen­tua­le sarà rag­giun­ta; ce lo augu­ria­mo tut­ti.
Ad ogni buon con­to, se le nostre mozio­ni o inter­pel­lan­ze non sono con­si­de­ra­te degne di esse­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne, al pros­si­mo Con­si­glio pro­por­re­mo l’istituzione di una Com­mis­sio­ne Sul­la Qua­li­tà Del­le Inter­pel­lan­ze e Mozio­ni. Se le mozio­ni non piac­cio­no, ven­go­no accar­toc­cia­te e get­ta­te nel con­te­ni­to­re, chia­ra­men­te nel sac­chet­to blu…di plastica.

Enri­co Toniet­ti
Con­si­glie­re Comu­na­le, Grup­po Idea Comu­ne
@enricotonietti

IDEA COMUNE il pifferaio
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Consiglio comunale del 30 agosto

L’ultimo con­si­glio comu­na­le è ini­zia­to con un fioc­co azzur­ro alle por­te del­la sala con­si­lia­re, ovve­ro con la nomi­na del con­si­glie­re Ales­sio Aga­ri­ni a Pre­si­den­te del Con­si­glio Comu­na­le. Da par­te nostra gli augu­ri di un buon lavo­ro e la rac­co­man­da­zio­ne nel­lo svol­ge­re que­sta fun­zio­ne con i com­pi­ti che il ruo­lo richie­de: tute­la­re le pre­ro­ga­ti­ve dei con­si­glie­ri comu­na­li, rap­pre­sen­ta­re l’intero Con­si­glio Comu­na­le e assi­cu­rar­ne il rego­la­re fun­zio­na­men­to.
Suc­ces­si­va­men­te alla nomi­na si è pro­ce­du­to con gli altri pun­ti all’ordine del gior­no che riguar­da­va­no essen­zial­men­te le tarif­fe comu­na­li. Dap­pri­ma è sta­ta discus­sa la “Disci­pli­na gene­ra­le del­le tarif­fe e dei cor­ri­spet­ti­vi del­la frui­zio­ne dei ser­vi­zi a doman­da indi­vi­dua­le”. Si trat­ta di quel­le tarif­fe per ser­vi­zi pub­bli­ci come, ad esem­pio posti bar­ca per resi­den­ti, uso degli impian­ti spor­ti­vi e buo­ni pasto men­sa. Non ci sono sta­te varia­zio­ni né in dimi­nu­zio­ne né in aumen­to ma, riguar­do alla men­sa, abbia­mo chie­sto di valu­ta­re la pos­si­bi­li­tà di appor­ta­re mag­gio­ri tute­le nei con­fron­ti del­le fami­glie più in dif­fi­col­tà. Con­si­de­ra­to che attor­no ad una dimi­nu­zio­ne del costo dei buo­ni non ci sono pro­get­ti di alcun tipo, que­sta deli­be­ra ha visto il nostro voto con­tra­rio.
Il pun­to suc­ces­si­vo riguar­da­va l’approvazione del­le ali­quo­te IMU con­fer­man­do quel­le dell’anno pre­ce­den­te. Anche qui il nostro voto è sta­to con­tra­rio; cre­dia­mo, infat­ti, che, con un po’ di atten­zio­ne ed ocu­la­tez­za, l’Amministrazione comu­na­le avreb­be potu­to pro­va­re a ridur­re qual­co­si­na e non limi­tar­si a con­fer­ma­re. Tan­to più che le ali­quo­te in vigo­re a Por­to Azzur­ro sono già le più alte che la leg­ge con­sen­te di appli­ca­re. 
Infi­ne, gli ulti­mi ordi­ni del gior­no riguar­da­va­no il Pia­no Eco­no­mi­co Finan­zia­rio (PEF) TARI e le sue ali­quo­te. Il PEF non è altro che quel­lo stru­men­to gra­zie al qua­le ven­go­no defi­ni­te le poli­ti­che tarif­fa­rie dell’ente con rife­ri­men­to alla disci­pli­na dei rifiu­ti. Il nostro voto con­tra­rio è sta­to prin­ci­pal­men­te moti­va­to dal fat­to che rite­nia­mo neces­sa­rio che il Comu­ne di Por­to Azzur­ro si incon­tri con tut­ti gli altri sog­get­ti coin­vol­ti (per­ché non c’è solo il Comu­ne) e risol­va quan­to pri­ma i restan­ti pro­ble­mi gestio­na­li e patri­mo­nia­li (che ce ne sono), eli­mi­nan­do il rischio di incap­pa­re in ulte­rio­ri disa­gi. Duran­te la discus­sio­ne, il nostro Sin­da­co sup­po­ne (o quan­to meno ten­ta di far­lo) che la pre­sen­za degli altri enti coin­vol­ti inci­da sul­la eco­no­mi­ci­tà del pro­ces­so. La real­tà inve­ce ci descri­ve un qua­dro esat­ta­men­te oppo­sto: sono pro­prio que­sti enti di con­trol­lo che han­no riscon­tra­to che il Comu­ne di Por­to Azzur­ro chie­de­va trop­po ai suoi cit­ta­di­ni e lo han­no indot­to a dimi­nui­re la tarif­fa del 2,6% cir­ca.
Qui ci sia­mo aste­nu­ti, ma solo per­ché pen­sia­mo che, se fos­se sta­to indi­riz­za­to solo su deter­mi­na­te cate­go­rie e non fos­se sta­to spal­ma­to indi­stin­ta­men­te su tut­ti, avreb­be potu­to inci­de­re di più, con­si­de­ran­do anche il momen­to dif­fi­ci­le da attra­ver­sa­re. Una cosa però è cer­ta, paghe­re­mo una TARI 2022 un po’ meno sala­ta  ma, per que­sto, NON dovre­mo rin­gra­zia­re l’am­mi­ni­stra­zio­ne comunale.

Andrea Sol­fo­ret­ti
Con­si­glie­re Comu­na­le, Grup­po Idea Comu­ne
@andreasolforetti

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Consiglio Comunale del 10 agosto 2022

I pun­ti all’ordine del gior­no non pre­sen­ta­va­no par­ti­co­la­re cri­ti­ci­tà; tra le comu­ni­ca­zio­ni del Sin­da­co, un pun­to a sé stan­te che non pre­ve­de vota­zio­ne, spic­ca­to rilie­vo assu­mo­no la ricon­fer­ma del­l’Or­na­to, e gli inca­ri­chi asse­gna­ti in deter­mi­na­ti set­to­ri a una plu­ra­li­tà di per­so­ne: con­si­glie­ri, can­di­da­ti non elet­ti, asso­cia­zio­ni. Inca­ri­chi a vol­te foto­co­pia come nel caso degli spet­ta­co­li, asse­gna­ti un po’ a tut­ti, tan­to che vie­ne da chie­der­si chi fa cosa; pren­de il dub­bio che sia per met­te­re a posto le sedie pri­ma e dopo gli even­ti. Per quan­to riguar­da l’Ornato, si trat­ta di una com­mis­sio­ne di poli­ti­ci che espri­me pare­ri su aspet­ti tec­ni­ci, un’indubbia ano­ma­lia che non tro­va ragio­ne né giu­sti­fi­ca­zio­ne nell’ordinamento giu­ri­di­co.
Suc­ces­si­va­men­te si è pas­sa­to all’esame dell’iter con­clu­si­vo di pro­ce­di­men­ti ini­zia­ti da tem­po, la zona Pep del Boc­chet­to e la riqua­li­fi­ca­zio­ne dell’area dei depo­si­ti di gaso­lio in loca­li­tà Bar­ba­ros­sa dove sor­ge­ran­no nuo­ve abi­ta­zio­ni. Il Sin­da­co, per quest’ultimo pun­to, non ha, come di leg­ge, par­te­ci­pa­to alla vota­zio­ne, e noi nem­me­no.
Gli ulte­rio­ri pun­ti all’ordine del gior­no riguar­da­va­no la costi­tu­zio­ne del­la Green Com­mu­ni­ty Arci­pe­la­go Tosca­no e il nuo­vo sche­ma di con­ven­zio­ne con la Pro­vin­cia di Livor­no per mobi­li­tà e tra­spor­ti. La Green Com­mu­ni­ty rap­pre­sen­ta per noi un’im­por­tan­te occa­sio­ne, fina­liz­za­ta alla par­te­ci­pa­zio­ne di un ban­do PNRR che finan­zie­rà la rea­liz­za­zio­ne di pia­ni di svi­lup­po soste­ni­bi­li dal pun­to di vista ener­ge­ti­co, ambien­ta­le, eco­no­mi­co e socia­le. La con­ven­zio­ne per mobi­li­tà e tra­spor­ti uffi­cia­liz­za, tra l’altro, l’i­sti­tu­zio­ne (sen­za alcun costo per il nostro comu­ne) di un Uffi­cio Peri­fe­ri­co di Mobi­li­tà a Por­to­fer­ra­io, al qua­le è pos­si­bi­le rivol­ger­si per qual­sia­si esi­gen­za riguar­dan­te i tra­spor­ti all’El­ba, tra­ghet­ti com­pre­si. Que­ste con­ven­zio­ni han­no visto chia­ra­men­te il nostro voto favo­re­vo­le.
Infi­ne, si è discus­so del­la nostra mozio­ne rela­ti­va alla pos­si­bi­li­tà di atti­va­re una diret­ta dei Con­si­gli Comu­na­li o, quan­to­me­no, una regi­stra­zio­ne di essi, da pub­bli­ca­re sul sito in modo che, chiun­que, pos­sa osser­va­re in ogni momen­to gli argo­men­ti trat­ta­ti, le discus­sio­ni e i lavo­ri del Con­si­glio Comu­na­le. Sia­mo fer­ma­men­te con­vin­ti che la tra­spa­ren­za dell’attività ammi­ni­stra­ti­va dovreb­be esse­re sod­di­sfat­ta in ogni modo pos­si­bi­le; in que­sto par­ti­co­la­re momen­to sto­ri­co, di gran­de sfi­du­cia e dif­fi­den­za nei con­fron­ti del­la poli­ti­ca, for­se, pro­va­re a coin­vol­ge­re il più pos­si­bi­le i cit­ta­di­ni è un modo di riav­vi­ci­nar­li alla poli­ti­ca che in fon­do nien­te altro è che occu­par­si dei pro­ble­mi, del­le ini­zia­ti­ve e del­le pro­po­ste riguar­dan­ti il nostro pae­se. Pur­trop­po, que­sta con­vin­zio­ne è solo nostra; la mag­gio­ran­za, all’unanimità ha respin­to la mozio­ne con la moti­va­zio­ne che i soli­ti leo­ni da tastie­ra, sui social, avreb­be­ro potu­to stru­men­ta­liz­za­re, decon­te­stua­liz­zan­do, sin­go­le paro­le espres­se nel cor­so del Con­si­glio. Non capia­mo ma, non poten­do fare nien­te altro, ci ade­guia­mo.
Il Con­si­glio si è svol­to in un cli­ma comun­que diste­so, al ter­mi­ne però, a sedu­ta chiu­sa, è suc­ces­so un po’ di tut­to. I “rin­fac­cia­men­ti” reci­pro­ci, del­la cam­pa­gna elet­to­ra­le, han­no por­ta­to ad un rapi­do riscal­dar­si (come se non faces­se già cado abba­stan­za) dell’ambiente, col­pi sul tavo­li­no, urla e qual­che paro­la gros­sa, vab­bè ma que­sta è un’altra storia…

Enri­co Toniet­ti
Con­si­glie­re Comu­na­le, Grup­po Idea Comu­ne
@enricotonietti

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Cerco un centro di raccolta permanente (Semicit. di Franco Battiato)

In que­sta sua rino­ma­ta can­zo­ne, il mae­stro Bat­tia­to face­va rife­ri­men­to ad un sen­so di smar­ri­men­to, il soli­to che pro­va il cit­ta­di­no di Por­to Azzur­ro pen­san­do alla par­te comu­ni­ca­ti­va del pro­prio Comu­ne. È giu­sto di qual­che gior­no la noti­zia che il cen­tro di rac­col­ta del Comu­ne di Por­to Azzur­ro è sta­to chiu­so dopo un sopral­luo­go dell’Arpat. Ci sarem­mo aspet­ta­ti che l’Amministrazione chia­ris­se la vicen­da da subi­to, dicen­do se il Capan­no­ne è sta­to inter­det­to in via pre­cau­zio­na­le dal Sin­da­co, in atte­sa dei risul­ta­ti del sopral­luo­go, oppu­re dispo­sto da qual­che auto­ri­tà. A quel pun­to ci sarem­mo anche aspet­ta­ti che venis­se­ro illu­stra­te le pro­spet­ti­ve di quel­la strut­tu­ra, dei tem­pi del­la boni­fi­ca, che qual­cu­no con­fer­mas­se o smen­tis­se la voce che vede dipen­den­ti del­la socie­tà par­te­ci­pa­ta del Comu­ne impie­ga­ti nel­la gestio­ne dei rifiu­ti e se ci tro­via­mo anco­ra in quel­la situa­zio­ne di emer­gen­za sani­ta­ria tale da non per­met­te­re agli ope­rai di gode­re del pro­prio gior­no di ripo­so set­ti­ma­na­le. Nien­te di tut­to ciò, anzi. Si comu­ni­ca uffi­cial­men­te solo tra­mi­te Face­book e per que­sto, cer­can­do di rima­ne­re infor­ma­ti il più pos­si­bi­le, non ci è sfug­gi­ta la con­di­vi­sio­ne di un sim­pa­ti­co post da par­te di un nostro ammi­ni­stra­to­re. Un post che favo­leg­gia di asi­ni igno­ran­ti e tigri e leo­ni giu­sti e sag­gi, sem­pre dal­la par­te del­la ragio­ne e del­la veri­tà.
Ma una veri­tà, anzi due, anche pic­co­le, anche da par­te di asi­ni igno­ran­ti, voglia­mo dir­le.
La pri­ma, ormai sot­to gli occhi di tut­ti, è che il tan­to decan­ta­to siste­ma di rac­col­ta dei rifiu­ti, fa acqua, anzi, spaz­za­tu­ra da tut­te le par­ti. Ogni gior­no pos­sia­mo ammi­ra­re i sac­chet­ti dei rifiu­ti abban­do­na­ti in mez­zo alla stra­da o ai pie­di (sino all’arrivo dei gab­bia­ni) del­le iso­le eco­lo­gi­che o a riem­pi­re i cesti­ni per le car­tac­ce ren­den­do­li inser­vi­bi­li. Ogni gior­no pos­sia­mo ascol­ta­re gli impro­pe­ri di turi­sti e resi­den­ti al momen­to dell’acquisto dei sac­chet­ti o del con­fe­ri­men­to dei rifiu­ti. Infi­ne, la chiu­su­ra del Cen­tro in pie­na sta­gio­ne esti­va, una vera e pro­pria cilie­gi­na sul­la tor­ta. Il cit­ta­di­no non ne vie­ne mes­so a cono­scen­za se non con un foglio scrit­to a mano appo­sto all’in­gres­so e, come se non bastas­se, infor­ma­to del ser­vi­zio prov­vi­so­rio di rac­col­ta mobi­le con un fan­ta­sti­co “pas­sa­te paro­la”. Insom­ma, come di con­sue­to, “tut­to va bene Mada­ma la mar­che­sa”.
La secon­da veri­tà è che l’ignoranza (nostra) si com­bat­te con la cono­scen­za (vostra), ma, chie­dia­mo: chi meglio dei giu­sti e sag­gi, tigri e leo­ni, può scon­fig­ger­la? Da par­te nostra garan­tia­mo che noi asi­ni non abbia­mo né odio né risen­ti­men­to e pro­met­tia­mo che la nostra igno­ran­za non urle­rà, chie­de­rà edu­ca­ta­men­te che la vostra intel­li­gen­za non tac­cia, ci infor­mi, ci ren­da edot­ti, ci illumini.

Idea Comu­ne Por­to Azzurro

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Vae victis (guai ai vinti)

“Vae vic­tis”, cioè “guai ai vin­ti”, que­ste le paro­le, che la sto­ria attri­bui­sce a Bren­no, re dei Gal­li, pro­nun­cia­te nei con­fron­ti dei Roma­ni, appe­na scon­fit­ti, che ave­va­no osa­to cri­ti­ca­re le moda­li­tà di paga­men­to del tri­bu­to di guer­ra. Ma sono pas­sa­ti 2500 anni da quel­l’e­pi­so­dio e for­se sareb­be anche il momen­to di cam­bia­re atteg­gia­men­to nei con­fron­ti di una sem­pli­ce cri­ti­ca, indi­pen­den­te­men­te se for­mu­la­ta dal­l’op­po­si­zio­ne, da un soste­ni­to­re o da un libe­ro cit­ta­di­no.
Noi sia­mo altro. Anche in que­sto, o for­se soprat­tut­to in que­sto, ci sarem­mo dif­fe­ren­zia­ti, qua­lo­ra al gover­no, e con­ti­nue­re­mo a dif­fe­ren­ziar­ci dal­l’op­po­si­zio­ne. Non può esser né il Sin­da­co, né l’amministrazione e né l’opposizione a sta­bi­li­re che tipo di cri­ti­ca, se ste­ri­le, pre­te­stuo­sa o non costrut­ti­va, un cit­ta­di­no può espri­me­re.
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Idea Comu­ne Por­to Azzurro

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